Acqua: quesito referendario

«Volete voi che sia abrogato l’art. 23-bis, comma 10, lettera d)
del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo
risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive
(recante “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la
semplificazione, la competitivita’, la stabilizzazione della finanza
pubblica e la perequazione tributaria”), limitatamente alle seguenti
parole: “, nonche’ in materia di acqua”
e
l’art. 15, comma 1-ter del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135,
convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 2009, n. 166,
nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni
successive (recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione di
obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della Corte di
giustizia delle Comunita’ europee”), limitatamente alle parole: “di
cui all’art. 23-bis del citato decreto-legge n. 112 del 2008,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008,” nonche’
alle parole: “nel rispetto dei principi di autonomia gestionale del
soggetto gestore e di piena ed esclusiva proprieta’ pubblica delle
risorse idriche, il cui governo spetta esclusivamente alle
istituzioni pubbliche, in particolare in ordine alla qualita’ e
prezzo del servizio,”?»

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francesco de fontes 

lotteremo fino alla morte ! V

17 luglio 2010 - 07:45
Francesco Giuseppe Scognamiglio 

Mi rifiuto di avere l’ acqua privatizzata in Italia!

14 luglio 2010 - 20:34
davide 

a parta derire bisogna diffondere e pubblicare questa notizia dove si può, destra o sinistra le idee politiche non dovrebbero intaccare il buon senso.. privatizzare l’acqua. Sveglia!

15 giugno 2010 - 18:14
TONI 

perchè non privatizzano anche il parlamento dal momento che si fanno le leggi a loro unso e consumo?
mi chiedo quanto ancora questo popolo possa reggere senza scatenare una guerra civile.

12 giugno 2010 - 06:09
sirens 

l’acqua deve rimanere pubblica… non si può trarre profitto sulla vita degli esseri umani..

8 giugno 2010 - 12:23
Antonio Cardinali 

acqua elemento di vita per tutti, resti di tutti….

7 giugno 2010 - 21:52
maurizio nardiello 

abbiamo sete di libertà……..

5 giugno 2010 - 08:12
Alberto Colombo 

No alla privatizzazione dell’acqua.
Punto e basta

4 giugno 2010 - 11:58
arcangelo 

abroghiamo questa ennesima legge iniqua

25 maggio 2010 - 16:27

[...] del quesito referendario sull’acqua di Italia dei Valori è quello di cancellare alcune disposizioni che, tra il 2008 e il [...]

24 maggio 2010 - 08:03
Francesco De Santis 

No alla privatizzazione dell’acqua!

21 maggio 2010 - 23:44

[...] nostro impegno sull’acqua L’obiettivo del quesito referendario sull’acqua di Italia dei Valori è quello di cancellare alcune disposizioni che, tra il 2008 e il [...]

21 maggio 2010 - 16:54
Nikolaus 

no alla privatizzazione

15 maggio 2010 - 21:35
renzo scorzoni 

Ma quando scrivete leggi e decreti, un pò di chiarezza non farebbe male; oltretutto quei giri di parole, ad un semplice cittadino, danno l’impressinone che si voglia nascondere qualcosa di losco.

13 maggio 2010 - 19:42

[...] Difendi l’acqua: la privatizzazione di un bene pubblico non porta ad alcun reale vantaggio (qui il testo completo) [...]

30 aprile 2010 - 12:06
admin 

Caro Nicola,

proprio ieri abbiamo scritto dell’Earth day (http://www.3referendum.it/blog/acqua/earth-day) per ricordare l’importanza delle battaglie per l’ambiente in quanto anche battaglie per la democrazia. Il giorno della liberazione è una commemorazione importante, ci riconosciamo appieno nei valori che da quei giorni uscirono vincitori, i valori della democrazia e del rispetto della nostra Costituzione. Anche per questo portiamo avanti la campagna dei 3referendum, convinti che sia un modo, tra gli altri, di ricordare i valori su cui si fonda il nostro Paese.

Segreteria organizzativa referendum

23 aprile 2010 - 08:12
Nicola 

L’anniversario della Liberazione dal nazifascismo è occasione per liberare anche l’acqua dal mercaro e dal profitto.
Voi questo non lo dite…..perchè?!

22 aprile 2010 - 19:40
Fabio 

Non si strumentalizzano le campagne referendarie dei movimenti. L’atteggiamento dell’IDV su questa materia è stato vergognoso

22 aprile 2010 - 15:03
ROBERTO VERCELLI 

CARO ANTONIO, LA QUESTIONE PRINCIPALE DA ABROGARE E’ IL FAMOSO 7%, CHE FORSE A QUEI TEMPI DI ALTI TASSI DI SCONTO POTEVA ESSERE RAGIONEVOLE, OGGI EQUIVALE AL MIGLIOR UTILE FINANZIARIO POSSIBILE.
DUE INIZIATIVE REFERENDARIE COLLIDONO E NON SI AIUTANO. UNIFICATELE!!!
FUORI CAMPO: NON ERA STATO CHIARITO DALLA CRITERIO TARIFFARIO SE IL 7% ERA REMUNERATO SOLO SUGLI INVESTIMENTI (NEL SENSO DI NUOVE OPERE IDRICHE) OVVERO, COME IMMAGINO ABBIANO FATTO I PIU’ SU TUTTO IL CAPITALE PRIVATO INSERITO NEL CONTESTO SOCIETARIO.

22 aprile 2010 - 07:00
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Banchetti
Dicono che con il legittimo impedimento il governo potrà affrontare sereno le riforme.

Ma le uniche riforme che interessano a Berlusconi sono la reintroduzione dell’immunità parlamentare e l’impunità per i reati di cui è accusato.
Dicono che con il legittimo impedimento si assicura la governabilità del Paese.

Ma gli altri impegni mondani che Berlusconi prende non gli impediscono di governare, come mai i processi sì?
Dicono che non si tratta di un'altra legge ad personam.

Mentono. I processi Mills e Mediaset di Berlusconi sono sospesi ed anche gli altri che arriveranno.
Dicono che rimarrà in vigore solo 18 mesi.

Non è vero. Sarà prorogato fino a quando non cambieranno la Costituzione per assicurarsi l’impunità.
Ti dicono che la magistratura rimarrà un potere indipendente dello Stato.

Ma il magistrato non ha più la possibilità di processare i ministri anche se commettono reato.
Dicono che siamo tutti uguali di fronte alla legge, secondo l'art. 3 della Costituzione.

Ma non è così, per il presidente del consiglio e i suoi ministri non valgono più le stesse regole che per gli altri. Per loro il magistrato può solo rimandare alle calende greche l’udienza.
Dicono che il nucleare è sicuro.

Ma in Francia ci sono più di 100 incidenti l’anno. E dove metteremo le scorie? Il problema dello stoccaggio non è stato ancora risolto. L’Italia diventerà inoltre un obiettivo terroristico.
Dicono che il nuovo nucleare è sicuro. Ed economico. E veloce da costruire.

Non è vero, con i tempi e i costi del nucleare franco-berlusconiano, che sono il doppio di quelli previsti dal governo, l’Italia non rispetterà le direttive europee sulla riduzione delle emissioni.
Dicono che il nucleare non ha impatti sull’ambiente.

Ma una centrale nucleare, oltre alle scorie, utilizza enormi quantità d’acqua, compromettendo l’equilibrio idrogeologico della zona in cui viene costruita.
Dicono che con il nucleare in Italia saremo energeticamente autosufficienti.

Ma tu hai mai visto giacimenti di uranio in Italia? Lo compreremo dall’estero. E comunque le 4 centrali previste arriverebbero a malapena all’8% del fabbisogno energetico nazionale.
Dicono che il nucleare abbasserà le tariffe dell’energia.

Ma nessun privato al mondo costruisce centrali nucleari senza finanziamenti pubblici enormi a scapito delle tariffe.
Dicono che viviamo in democrazia.

Ma i siti delle centrali verranno scelti dal Governo e dai privati che costruiranno. I cittadini non avranno diritto di parola.
Dicono che la privatizzazione dell'acqua è il futuro.

Ma il resto del mondo sta tornando all'acqua pubblica.
Dicono che l'acqua privata è più economica di quella pubblica.

Chiedi in Toscana, dove l'acqua è privata da 15 anni e le tariffe sono le più alte d’Italia.
Dicono che la privatizzazione dell’acqua migliorerà i servizi.

Ma l'acqua pubblica va incontro ai bisogni dei cittadini mentre i privati inseguono solo i profitti: chi li obbligherà a investire nelle infrastrutture?
Dicono che l’acqua rimarrà un bene fondamentale e inalienabile.

Ma cosa impedisce a un privato di togliere il servizio a chi non può pagare una bolletta? Puoi restare una settimana senza acqua?
Dicono che con l’acqua privatizzata non ci saranno discriminazioni.

Ma un privato non ha interesse a raggiungere zone isolate o difficili da collegare.
Dicono che aprendo al mercato privato la concorrenza migliorerà i servizi.

Ma le grandi società francesi sono già pronte a spartirsi il bottino “Italia”. Altro che concorrenza!

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